
Le Mutina Pink Dragons sono la squadra delle “donne in rosa” dell’ASD Canottieri Mutina, nata nel 2017 grazie al progetto
“In The Pink”.
La squadra modenese rientra, tra le oltre 55 squadre italiane, in un movimento internazionale, International Breast Cancer Paddlers' Commission (https://www.ibcpc.com/) diffuso in tutte le parti del mondo, che ogni quattro anni si ritrovano per confrontarsi in un festival mondiale riservato solo a donne operate, a dimostrazione di come questo progetto sia diventato nel tempo sempre più considerato utile alla prevenzione o alla riduzione del linfedema.

Nel 2018 il Festival Mondiale si è svolto a Firenze, successivamente nel 2023 in Nuova Zelanda, nel 2026 in Francia dove a rappresentare l'Italia si saranno anche alcune della pagaiatrici delle Mutina Pink Dragons, (https://ibcpcfrance2026.com).
L’obiettivo di questi anni è sempre stato quello di ampliare il numero delle partecipanti perseguendone
il benessere psicofisico, lo stare insieme “fianco a fianco sulla stessa barca” ha attivato relazioni di mutuo-auto-aiuto
che si sono rivelate fondamentali ad affrontare percorsi oncologici.
Il percorso sportivo prevede la possibilità di raggiungere i propri obiettivi siano essi di un'attività motoria indirizzata maggiormente al
benessere, mentre per altre è possibile sviluppare un allenamento più mirato al raggiungimento di una performance sportiva.
Presto disponibili le date degli Open day dedicati alle donne operate al seno ad aprile 2026
Per contatti e ulteriori informazioni: mutinapinkdragons@canottierimutina.it

Il Dragon Boat è una barca lunga circa 13 metri e larga 1 metro con la coda e la testa di drago, dalle quali prende il nome. Può ospitare fino a 20 persone che pagaiano al ritmo scandito da un tamburino che siede a prua mentre il timoniere, a poppa, mantiene la rotta con un timone lungo circa tre metri.

La tradizione delle barche-drago ha origini antichissime, risalenti a oltre duemila anni fa.
Nasce dalla leggenda del poeta e patriota cinese Ch’u Yuan, che nel 277 a.C. si gettò nel fiume Mi-Lo per protestare contro le ingiustizie del suo tempo.
I pescatori, nel tentativo di salvarlo o recuperarne il corpo, percorsero il fiume con le barche colpendo l’acqua con i remi per scacciare i pesci.
Questo gesto si trasformò nel tempo in una celebrazione annuale: la corsa delle barche-drago, che si svolge nell’anniversario della sua morte.
Il drago, figura centrale nella mitologia cinese e dell’Asia orientale, è rappresentato come una creatura imponente composta da tratti di molti animali.
A differenza del drago occidentale, simbolo di distruzione, quello cinese è considerato benevolo e portatore di buon auspicio.
Incarnazione del principio Yang, è associato all’acqua e alla pioggia, elementi vitali per l’agricoltura e la prosperità.

Il movimento internazionale denominato “Abreast in a boat”, è frutto di un esperimento di un gruppo di medici guidati dal medico fisiatra dott. Don McKenzie dell’Università della British Columbia di Vancouver. All’epoca, dopo un’operazione chirurgica del tumore al seno, per prevenire il linfedema (un doloroso gonfiore che in taluni casi colpisce il braccio della parte operata), la maggior parte dei medici sconsigliava alle pazienti ogni esercizio fisico che impegnasse la parte superiore del corpo.
Il dott. McKenzie e la sue equipe, contrariamente a questa teoria, proposero a 24 donne di prendere parte ad un progetto di ricerca che comprendeva degli allenamenti in dragon boat, una disciplina sportiva che prevede l’uso della pagaia e che sollecita proprio le braccia e il torace; il fisiatra canadese voleva dimostrare che le donne, che avevano subito lo svuotamento del cavo ascellare dai linfonodi, avrebbero trovato giovamento da questo movimento, che facilitava il drenaggio della linfa diversamente accumulata nel braccio interessato all’intervento.
Al termine di questo esperimento il dott. McKenzie constatò con soddisfazione che nessuna donna sviluppò il linfedema, un debilitante effetto secondario dell’intervento che può insorgere anche anni dopo l’intervento, e che ognuna di loro si sentiva più in salute e in forma, e non solo dal punto di vista fisico.
Queste donne, una volta concluso il progetto, decisero di continuare a praticare l’attività del dragon boat per il loro benessere fisico, per l’aspetto ludico e di auto-aiuto che derivava dall’essere tutte nella stessa barca, inoltre si erano rese conto che questo sport poteva essere un potente mezzo per sensibilizzare le persone alla prevenzione. Nasce così la prima squadra delle donne in rosa nel mondo, conosciute anche come BCS – Breast Cancer Survivor.
https://www.survivorsinsync.org/bcs-dragon-boating

Dal 1976 il Dragon Boat è stato promosso a disciplina sportiva regolamentata: le gare si disputano sulle distanze dei 200, 500, 1000, 2000 e 5000 metri e gli equipaggi
possono essere maschili, femminili o misti.
“Tutti insieme al ritmo del tamburo” è lo slogan che meglio rappresenta lo spirito di questa disciplina che miscela goliardia ed agonismo.
L’imbarcazione del dragon boat è il simbolo della socializzazione e della squadra perché “si è tutti sulla stessa barca”.
Ed è con questo spirito che l’imbarcazione del Dragon Boat, oltre che per le competizioni, è utilizzata come scafo di istruzione e da passeggio grazie alla sua particolare duttilità,
che le permette di fungere da mezzo propedeutico per l’attività di voga per i più giovani e come disciplina di aggregazione per i più grandi.
Dal 2017 la Canottieri Mutina ha finalmente annoverato nella propria “flotta” anche la prestigiosa imbarcazione del Dragon Boat che permette le più varie attività.